“Al punto fermo del mondo che gira. Né di carne né senza carne; / Né da né verso; al punto fermo, lì è la danza” (T.S. Eliot)
In Four Quartets, la vibrazione si fa architettura del tempo. La coreografia di Claudio Malangone isola elementi primari — il respiro, la corda del violoncello, il soffio del vento — per costruire un’indagine formale sulla ciclicità che non è mai mera ripetizione, ma risonanza continua.
Attraverso una sequenza di quartetti e partiture collettive, i nove interpreti analizzano le dinamiche di relazione e attrito: i corpi diventano strumenti, la pelle si fa corda tesa. Il percorso coreografico parte da uno stato di nudità mascherata per approdare a una dimensione antropica, dove il gesto non è più solo spostamento, ma frequenza condivisibile.
Al centro di questa evoluzione resta il “punto fermo” evocato da Eliot: la musica dal vivo, coordinata fissa in un ambiente sonoro fluido e persistente che trasforma la vibrazione dell’aria in una misura rigorosa e pulsante dell’esistere.
Coreografie Claudio Malangone
Autori/Interpreti Adriana Cristiano, Sabrina De Luca, Noemi De Rosa, Alessia Muscariello, Maite Rodgers, Pietro Autiero, Alessandro Esposito, Loris Vestuto, PierFrancesco Vicinanza
Assistente alla coreografia Adriana Cristiano
Musiche Franz Schubert eseguite dal vivo da Marco Di Palo al violoncello
Tappeto sonoro Vittorio Giampietro
Light designer Giuseppe Ferrigno
Costumi Borderlinedanza
Segretaria di produzione Hanka I. Van Dongen
Project Manager Maria Teresa Scarpa
Produzione 2026 con il sostegno del MIC, Regione Campania
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